Prima Edizione in "il Cenotafio" - Copertina rigida La collana Il Cenotafio, dopo un libro su Nicolas-Etienne Ledoux, prosegue con un secondo saggio di Claudio Catalano sempre dedicato a un protagonista dell’architettura dell’illuminismo. Attraverso un’attenzione al contesto culturale, scientifico e filosofico, nelle pagine del libro l’architettura di Étienne-Louis Boullée diventa testimonianza di un viaggio, grandioso e visionario, in quei territori del Sublime ove l’uomo ordinario raramente si avventura perché troppo grande è il rischio di smarrirsi. Il sublime conduce all’estasi, all’essere fuori di Sé, all’apice dell’emozione umana. L’estrema possibilità di uscire dalla propria condizione esistenziale. Boullée si è prefisso di percorrere tale via d’uscita attraverso la codifica e la riproposizione del grandioso linguaggio della natura. La sua architettura colossale e terrificante – come fosse la discesa nel Maelström compiuta qualche decennio dopo da Edgar Allan Poe – ha voluto squarciare la barriera che separa l’uomo dal mondo. Questo è il compito dell’architettura, che Boullée intende come arte prima ancora che come tecnica del costruire. I suoi strumenti sono la luce e le tenebre, capaci di stabilire un legame profondo tra il sacro e la conoscenza, tra la scienza e la religione. Boullée quasi sussurrandoci ci dice che solo attraverso un profondo guardare "dentro" le cose possiamo risco- prire quell'unità smarrita che, in fondo, è il fine implicito dell'illuminismo del XVIII secolo e che ancora oggi resta il fine ultimo dell’avventura umana. Claudio Catalano (Adelaide, 1967 ) esplora nei suoi scritti le intersezioni fra arte, psicanalisi, pensiero scientifico e architettura nella ferma convinzione che solo in questo territorio possano sorgere i semi di un nuovo pensiero per il progetto contemporaneo. I suoi interessi si riverberano tanto in una estesa produzione saggistica quanto nella sua opera progettuale.