I cinque capitoli ternari di Cesare Caporali, perugino (1531-1601), rappresentano la continuità della sua poesia con la tradizione bernesca e aretiniana, ma nello stesso tempo anticipano i poemetti che gli diedero la fama. I due capitoli della Corte, attraverso l'esperienza personale dell'autore, tratteggiano le umiliazioni del gentiluomo che serve un signore. I due capitoli del Pedante schizzano una scandalosa macchietta. Il Curiandolo è un encomio paradossale in versi che adombra un eros trasgressivo.