Ci fu un tempo in cui i Caduti per la Patria, gli Eroi d’Italia, vennero venerati e posti ad esempio per le nuove generazioni. La documentazione conservata nel fondo della Mostra della Rivoluzione Fascista ci riporta appunto a quel tempo. Sono le storie straordinarie di tanti Italiani che, allo scoppio della guerra, corsero a fare il loro dovere. È l’epopea dei Volontari di Guerra, da Carlo Emanuele Buscaglia ad Ettore Muti, ma anche dei semplici richiamati che, gettati nella fornace del conflitto, seppero sublimare la loro vita nel sacrificio supremo, disinteressato, a volte anche cercato, per la grandezza della Patria. Una mistica del sacrificio oggi incomprensibile, ma che in quegli anni mosse un’intera generazione verso le vette dell’ascesi spirituale del combattimento. Sono storie che sanno di sabbia di deserto, come di fango. Storie di sacrifici, sconfitte, vittorie. Anche nelle fasi più difficili e disperate, gli Italiani tennero il fronte, combatterono con valore e con onore, ogni istante fu uno slancio verso il nemico, un pensiero d’amore per la Patria. Anche quando tutto crollò e tutto sembrò inutile, gli Italiani seppero dimostrare il loro coraggio, la loro disciplina, quale fosse il loro dovere. Nei momenti più dolorosi il soldato italiano seppe scrive le pagine più belle della storia militare della nostra Nazione. Sono storie che ci dipingono una partecipazione popolare alla Seconda Guerra Mondiale che sa dell’incredibile. A loro guardiamo con rispetto e stima. Certi che il loro sacrificio non sarà dimenticato e che verrà il giorno in cui il loro esempio rifulgerà come luce sul cammino delle nuove generazioni.