" I vini d'Italia giudicati da Papa Paolo III (Farnese) e dal suo bottigliere Sante Lancerio " è un'opera scritta intorno alla metà del XVI secolo da Sante Lancerio, bottigliere di Papa Paolo III Farnese durante il suo pontificato dal 1534 al 1549. Lancerio è considerato il primo sommelier della storia moderna, avendo degustato e descritto ben 55 diversi vini italiani. L'opera, pubblicata per la prima volta nel 1876 grazie al lavoro del professor Giuseppe Ferraro, rappresenta la prima testimonianza in volgare italiano di una degustazione sistematica di vini, offrendo una preziosa panoramica della cultura enologica del Rinascimento. Dopo una prefazione di Giuseppe Ferraro, il testo si articola in due sezioni principali: la prima descrive i viaggi di Papa Paolo III, in particolare il viaggio da Roma a Nizza nel 1536 e quello da Ferrara ad Ancona; la seconda parte è dedicata alla descrizione dettagliata di 55 vini italiani, tra cui Malvasia, Moscatello, Trebbiano, Greco di Somma, Montepulciano e Monterano. Lo stile di Lancerio è vivace e competente, caratterizzato da un linguaggio che per molti aspetti anticipa quello dei sommelier moderni. Nelle sue descrizioni, l'autore si concentra sulle caratteristiche organolettiche dei vini, analizzandone colore, profumo e sapore, e suggerendo abbinamenti con cibi e momenti della giornata. "I vini d'Italia" rappresenta una testimonianza unica della cultura del vino nel Rinascimento, consacrando Lancerio come precursore della moderna sommellerie. Oltre al suo valore come documento storico sui gusti di una figura illustre come Papa Paolo III, l'opera è diventata un punto di riferimento imprescindibile per studiosi e appassionati di storia del vino.