Questo romanzo percorre un modello narrativo consolidato nelle fiabe, ma questa volta reale: “il viaggio dell’eroe”. Uno schema antichissimo e potente, un archetipo che ci portiamo dentro, dalle leggende mitologiche ai romanzi contemporanei; funziona emotivamente perché racconta qualcosa che è all’interno di tutti noi.Conosciuto anche come monocomito, è una struttura narrativa universale, che attraversa epoche e culture diverse. Reso celebre da Joseph Campbell, nel 1990, racconta il percorso di un protagonista che parte per un’avventura, con un obiettivo da raggiungere. Lungo il suo viaggio incontra ostacoli, imprevisti, ma scopre anche cose nuove, sia su se stesso che sul mondo che lo circonda.Quando torna a casa non è più lo stesso individuo che è partito.E questo romanzo di Lucia Zappulla, maggiormente coinvolgente perché si tratta di una storia vera, percorriamo i tre punti fondamentali del viaggio dell’eroe: partenza, iniziazione e ri-torno.La partenza rompe lo schema di vita consueto, la situazione critica è comunque una certezza. Gli anni ’60, in Italia e in modo particolare nel meridione, furono colpiti da un intenso flusso migratorio, alla ricerca di nuove opportunità di lavoro. Le masse rurali si spostarono verso il nord della penisola e chi poteva partiva anche per raggiungere i miti di oltre oceano.Questo giovane protagonista, come molti altri, asseconda la possibilità di imbarcarsi in una nave cargo, coraggiosamente, perché ancora molto giovane e senza esperienza. Infatti, diventerà il mozzo della nave, addetto ai lavori più umili. Ma questo non lo abbatterà, nonostante la malinconia di casa, ma cercherà di carpire tutto quanto sarà possibile per lui.L’iniziazione, è il rito di passaggio, in questo caso diviene una vera e propria cerimonia per chi supera l’equatore la prima volta. Un passaggio di stato che interiormente sta già avvenendo dentro di lui, grazie alle situazione che vive nei diversi porti toccati dalla nave. Le culture diverse lo inducono a riflettere su se stesso. Ed è questo pas-saggio che l’autrice riesce a trasmettere mirabilmente, in un vortice di dubbi ed emozioni, anche commoventi. Quasi illustrando altri viaggi umano che si intersecano a quelli del giovane.Infine il ritorno a casa, segna la fine del percorso di trasformazione interiore, ma un nuovo inizio di vita più consapevole delle sue scelte future, non di obbedienza remissiva ma di comprensione migliore della vita circostante e soprattutto dei valori principali a cui tiene e che vuole perseguire.Questo romanzo vi incuriosirà, ma vi farà an-che sorridere ed emozionarvi, poiché riscontrerete nel giovane mozzo una parte di voi che forse è già partita per compiere il suo viaggio dell’eroe, oppure sta per intraprenderlo. E qui l’augurio di non affrontare mai le difficoltà scontrandosi, ma di accettarle ed accoglierle con spirito critico e positività… soprattutto con amore, come Lucia ci ha sempre insegnato nei suoi romanzi.