Un cinema sinfonico, una musica audiovisiva. Ovvero una forma filmica che ha saputo liberarsi dalla servitù della parola, del dialogo su cui si fonda il cinema narrativo convenzionale, per spaziare nei territori naturali dell’arte cinematografica, i territori dell’immagine e del suono. Un’arte non senza parole ma al di là delle parole: questo è il cinema di Franco Piavoli, autore per molti versi unico che, esplorando i vasti spazi della pura espressività audiovisiva, fonde la rappresentazione della vita umana con quella dei grandi orizzonti della Vita che circondano l’uomo, un universo alla cui rappresentazione ilmicrocosmo squisitamente umano del linguaggio verbale è inadeguato. Un cinema fatto di elementi primigeni: cielo e terra, vita e morte, amore e conflitto, severità e gaiezza, felicità e dolore; tutto ciò in cui ogni essere vivente di questaTerra può riconoscersi. In altre parole un cinema il cui soggetto, un decennio dopo l’altro, è rimasto uno solo: quel «gioco bellissimo e allo stesso tempo terribile» che è il fenomeno della Vita.Filippo Schillaci si occupa di fotografia e di linguaggio cinematografico. In campo cinematografico ha pubblicato "Il tempo interiore. L’arte della visione di Andrej Tarkovskij" (2017) in cui risale alla poetica dell’autore attraverso l’analisi della forma filmica. Ha curato sul sito web nostalghia.com la pagina dedicata ai luoghi italiani del maestro russo.