Su di un battello in viaggio sul lago Ladoga, un misterioso viaggiatore, un gigante in abiti da monaco, ma dai modi schietti che nulla hanno a che vedere con la vita monastica, intrattiene gli altri passeggeri col racconto tragicomico della sua vita, tra scenari da sogno e una steppa vista come una prigione senza confini. Tra vagabondi e zingare simili a serpi lucenti, mercanti e missionari con libri contabili dove annotare le anime salve, principi tartari e spietati assassini, il protagonista si muove come un Odisseo russo dalle grandi città fino ai confini del mar Caspio, dove chi muore fa la fine del montone messo sotto sale. Il titolo più significativo di un autore poco noto e che si fa ascoltare prima ancora che leggere, per il suo linguaggio spontaneo che affonda le sue radici nell’arte tipicamente russa del raccontare le fiabe, viene qui riproposto in una nuova traduzione quanto più fedele al testo originale.