Nell’estate del 1918 il giovane Ernest Hemingway si stava ristabilendo in un ospedale di Milano dalle ferite di shrapnel e di proiettili subite sul fronte italiano. Lì conobbe un’infermiera, Agnes von Kurowsky, se ne innamorò e progettò di sposarsi. Questo episodio cruciale dell’avventura italiana fornì lo sfondo a dieci racconti giovanili e ad “A Farewell to Arms” (1929). Il rapporto fra la vita di Hemingway e la narrativa che ad essa s’ispirava è complesso, e particolarmente evasiva è stata la verità sulla sua esperienza italiana. Si continua a discutere sull’entità delle sue ferite e se abbia sofferto di shock da granata; se abbia mai fatto parte dell’esercito italiano come affermò in seguito; sulla natura della sua storia d’amore con la von Kurowsky, che si presume essere stata il modello per Catherine Barkley nel celebre romanzo. Henry Serrano Villard, che ha curato questo libro con James Nagel, occupava in ospedale la camera attigua a quella di Hemingway. Era il più giovane autista d’ambulanze della Croce Rossa in Italia quando fu ricoverato per un’epatite infettiva: intorno alle figure di Hemingway e della von Kurowsky ha costruito il nucleo della sua fondamentale testimonianza. James Nagel, a sua volta, ha concentrato la propria indagine sui luoghi e sugli avvenimenti di quella lontana estate italiana, e sul loro significato per la comprensione di Hemingway e della sua opera. Oltre a questi contributi, il volume presenta il diario della von Kurowsky (finora indisponibile agli studiosi), le 52 lettere di lei a Hemingway (otto delle quali inedite), le 14 lettere (dieci inedite) scritte da Hemingway in ospedale alla famiglia. Un materiale imponente, dunque, che permette di far luce come mai era stato possibile finora sulle persone e sullo sfondo di quello che, una decina d’anni dopo gli eventi, sarebbe diventato uno dei romanzi più famosi del Novecento.