Sicilia, anni Venti. Un amore proibito, una verità amara, una forza che non si spezza. Rosa è una ragazza del popolo. Don Salvatore è il padrone della terra su cui lavora — ricco, potente, e solo. Quando i loro sguardi si incrociano durante la festa della vendemmia, nasce qualcosa che nessuno dei due sa come fermare. Ma Don Salvatore è un uomo abituato a possedere le cose. E quando Rosa gli dà una figlia, capisce presto che possedere non è la stessa cosa che amare. Quella che segue è una storia di silenzi e porte chiuse, di un amore materno che non si arrende, e di una verità che arriva sempre — anche quando è troppo tardi. La figlia del vento è un romanzo breve siciliano, amaro e potente, sulla forza delle donne e sul peso degli uomini che non sanno amarle. Scritto all'età di 90 anni, questo romanzo d'esordio è il frutto di una vita di ricordi e osservazioni, un ponte tra generazioni che salva dall'oblio le voci e le atmosfere di una Sicilia che non esiste più.