Questo volume è un viaggio nel mondo medievale di Dante a cavallo tra diritto, filosofia e teologia. La Commedia , infatti, è una straordinaria invenzione letteraria ma anche una grande finzione giuridica : è il grande processo celebrato «fuori dal mondo» nei confronti del mondo e della storia da Dante esperita al cospetto del Dio Giudice, essendo Cristo e Maria gli unici avvocati del genere umano. Un giudizio sulla storia passata, su quella coeva e futura che salva Catone dalla dannazione alla quale lo avrebbe condannato una interpretazione teologica restrittiva in ragione del suo amore per la libertà. Un giudizio che salva Traiano ( Par xx, 112) per un atto di giustizia reso a una vedova ( Purg x, 75)[1] grazie alla benevola intercessione di Gregorio Magno, e che tuttavia condanna molti nobili concittadini della città partita (Firenze), molti chierici corrotti per aver confuso il potere temporale con quello spirituale e per aver favorito la corruzione dei costumi e ridotto in servitù l' Italia di dolore ostello. Da Dante a Gadda sempre lo stesso lamento. La giustizia infatti, come spiega Aristotele nell' Etica a Nicomaco , è la più umana delle virtù: è quella virtù che sola si può esercitare nei confronti di un altro. Il Convivio , lasciato incompiuto con l’intenzione di dedicare il penultimo libro alla Giustizia, voleva essere una celebrazione della più umana delle virtù dell’uomo e a lui più propria (Cv. I xii, 10), oltre che una esemplare difesa pubblica nella quale il cittadino Dante, impegnato nella conduzione della cosa pubblica, accusato di baratteria in contumacia e sbandito dalla sua città e dalle sue funzioni, spezza il pane del suo sapere a vantaggio dei concittadini ed espone la sua concezione dell’uomo in quanto animale politico destinato alla felicità, chiedendo ancora una volta un giusto giudizio per amore della Giustizia. La Monarchia è il primo trattato diritto pubblico in volgare italiano che, nel dibattito politico del tempo, rifletteva sul potere, sul principe e sul popolo a partire dall’esperienza concreta di una unità di comando, quella imperiale, che è molto vicina all'Unione Europea. Una unità di comando in cui religione e stato civile restano distinti ma cooperanti in vista del bene comune. A Dante, esule, preme il giusto giudizio e la fama pubblica non solo in vista di un interesse personale ma in quanto egli è “animale politico”, cittadino del mondo e della sua città.