La “città dei fratelli”. Pochi sanno che per secoli Napoli è stata una delle capitali della massoneria europea e che oltre un centinaio tra strade, vicoli e piazze della città portano il nome di protagonisti della storia appartenuti alla Libera-muratoria, a cominciare dai due principi per antonomasia: Sansevero e Totò. Questo breve percorso prosopografico-toponomastico vuole essere un modo per ripercorrere il lungo e articolato cammino della massoneria nel Meridione d'Italia rileggendo biografie quasi dimenticate e vicende storiche pressoché rimosse. La storia del Sud e quella della più grande Comunione iniziatica del mondo attraverso i profili di uomini (e donne) che fecero di Napoli «una capitale anche dal punto di vista culturale, a cui si guardava con ammirazione da Parigi come da Londra, da Vienna come da Berlino...». Una sorta di “stradario iniziatico” tra tufo, marmi e carta stampata, per ricordare le gesta di un'eterogenea compagine composta da poeti, medici, avvocati, docenti universitari, scienziati, artisti, politici, militari, studenti ed ecclesiastici che hanno lasciato un'impronta nei piccoli e grandi accadimenti della storia della città e dell'Italia. Tra i tanti nomi, oltre i già citati Raimondo di Sangro principe di Sansevero e Antonio de Curtis in arte Totò, ricorderemo solo: Filangieri, Caracciolo, Cotugno, Cirillo, Cuoco, Goethe, Bonaparte, Murat, Dumas, Garibaldi, Alfieri, Crispi, Settembrini, Pascoli, Imbriani, Bovio, Foscolo, Carducci, Depretis, Freud, Villari, Ascarelli, Amendola, Malaparte, Hugo Pratt.