A partire dagli anni Settanta, il percorso di Roberto Daolio si incrocia con alcune tra le più interessanti sperimentazioni artistiche. Il suo sguardo curioso e attento si sofferma soprattutto su quanti hanno programmaticamente oltrepassato i confini tradizionali della disciplina sconfinando nei territori limitrofi del fumetto, del teatro o della musica. Il volume raccoglie una selezione dei suoi scritti lungo l'arco di tutta la sua produzione: dalle esperienze dei tardi anni Settanta fino alle ultime incursioni nell'ambito dell'arte pubblica, passando per varie collaborazioni con riviste specializzate, testate giornalistiche locali e nazionali e cataloghi per personali e collettive, spesso curate da lui stesso. I testi sono distribuiti in quattro sezioni: Comportamento e Performance, Molteplicità dei linguaggi, Corpo a corpo con gli artisti e Arte relazionale e site-specific. Le pubblicazioni scelte sono molto difformi tra loro e accomunate dalla circostanza di non essere facilmente reperibili. Nella loro interezza costituiscono uno spaccato di rara efficacia della situazione artistica italiana a cavallo tra XX e XXI secolo grazie proprio all'indiscutibile acume di Roberto Daolio nell'individuare le principali emergenze dell'arte attuale. Con saggi di: Davide Da Pieve, Lara De Lena, Roberto Pinto, Caterina Sinigaglia. In occasione della donazione da parte degli eredi, di un fondo di opere d'arte al MAMbo si è avviata, in collaborazione con il museo, un'attività di studio e ricerca sulla figura di Daolio, che comprende anche la ricostruzione della sua bibliografia. Così nasce l'idea di selezionare alcuni suoi scritti per pubblicarli in un unico volume e fornire in questo modo un resoconto, seppur parziale, del suo lavoro. Roberto Daolio (Correggio, 1948 - Bologna, 2013) si laurea al DAMS di Bologna nel 1975 e a partire dagli ultimi anni dell'università inizia a collaborare con Renato Barilli per eventi di rilievo, come la Settimana internazionale della performance (1977). Nello stesso anno inizia a insegnare antropologia culturale all'Accademia di Belle Arti di Bologna, posizione che manterrà fino al 2012. All'insegnamento accompagna l'attività di critico e curatore, divenendo una delle figure di rilievo nella vita artistica della città. Tra le mostre da lui curate si ricordano: Ipotesi arte giovane Bologna (1991); Provoc'arte (1991); Nuova officina bolognese (1991); Aperto '95- Out of order (1995); Accademia in stazione (1997-2005); Ad'a- area d'azione (2003-2008); SPA Salus per l'arte (2004).