Patagonia e la Via Francigena del Sud in due racconti di viaggio che parlano di umanità. «Non sarai tu ad attraversare la Patagonia; sarà la Patagonia ad attraversare te!» «Il tuo viaggio è come un bel libro e non vogliamo che finisca. Per favore, rallenta!» Queste pagine sono state scritte pensando a quelli che amano la gente, che amano il viaggio o che amano la bicicletta. Non è tanto una guida turistica o un libro di consigli sui viaggi in bicicletta ma, più semplicemente, la narrazione divertente e coinvolgente dell'esperienza e gli incontri dell'autore nel corso di due viaggi d'iniziazione: il primo, attraversando la Patagonia , in compagnia di persone sconosciute. Il secondo, percorrendo in solitario la Via Francigena del Sud. Alla fine di ogni giornata di viaggio, l'autore scriveva e condivideva in un diario online una cronaca spontanea e senza filtri, il racconto della sua esperienza, gli episodi vissuti coi compagni o con le persone incontrate e tanti momenti di riflessione. "Strada Sognando" è la versione ampliata e rivista di quei diari. Una cronaca che invita all'ascolto curioso degli sconosciuti e a ritrovare il gusto per l'essenziale. «Non avevo mai trovato il coraggio e la disciplina di scrivere per gli altri, rifugiandomi dietro scuse inutili. E c’era un altro sogno da realizzare, mi dicevo, “prima di morire”: qualche bel viaggio in bici. Finalmente gli astri si sono allineati. Avrei percorso, insieme a Willy Mulonía e a sette perfetti sconosciuti, i millecento chilometri che separano El Calafate da Ushuaia. Ogni giorno pubblicavo un racconto per gli amici. Presto il diario iniziò a influenzare il viaggio stesso. Vivevo ogni esperienza e ogni paesaggio immaginando come l’avrei raccontato, come un fotografo che “vede” già come sarà la foto prima ancora di guardare nel mirino. Questo libro non parla di ciclismo e non è per ciclisti. O, meglio, non è solo per ciclisti. Racconta ciò che ho visto e pensato nei miei primi due viaggi in bicicletta: Patagonia e la Via Francigena del Sud. Ma, soprattutto, racconta le “straordinarie persone normali” che ho incontrato. Avrei potuto scrivere di loro, senza parlare di me, dei luoghi o della bici. Ma senza le loro storie queste pagine non avrebbero mai preso vita». Ernesto García Domingo (1969) Madrileno, a sedici anni nasce in lui l’attrazione, presto diventata dipendenza, verso l’Italia, la sua gente, la sua cultura e le sue contraddizioni, nelle quali, dopo quasi quarant’anni, sta imparando a districarsi. Lavorando come manager per diverse aziende italiane ha vissuto a Siviglia, Barcellona, Roma, Monza, Parigi, San Paolo e Milano, dove risiede dal 2014 con Stefania e i loro tre figli. Appassionato di libri, musica, cinema e arte in generale, compresa l’arte della bicicletta, oggetto scoperto in età adulta e che oggi gli procura una buona parte dei suoi momenti di felicità. È fermamente deciso a diventare musicista nella prossima vita.