La Vita nuova (o Vita Nova) è la prima opera di attribuzione certa di Dante Alighieri, scritta tra il 1292 ed il 1295. Si tratta di un prosimetro nel quale sono inserite 31 liriche (25 sonetti, 1 ballata, 5 canzoni) in una cornice narrativa di 42 capitoli. Si apre con un brevissimo proemio nel quale Dante sviluppa il concetto di memoria (il libro della memoria) come magazzino di ricordi che permette di ricostruire la realtà, non in ogni suo dettaglio, ma con una visione di insieme. Si può semplificare la trama dell'opera in tre momenti fondamentali della vita dell'autore: una prima fase in cui Beatrice gli concede il saluto, fonte di beatitudine e salvezza, una seconda in cui ciò non gli è più concesso, cosa che genera in Dante una profonda sofferenza (dove Dante non vuole più ottenere da Beatrice qualcosa in cambio, ma semplicemente un amore fine a sé stesso), una terza in cui Beatrice muore e il rapporto non è più tra il poeta e la donna amata, ma tra il poeta e l'anima della donna amata. Dante narra di incontrare per la prima volta Beatrice quand'egli aveva appena nove anni e nove mesi e lei nove anni e tre mesi: inizia qui la "tirannia di Amore" che egli stesso indica come causa dei suoi comportamenti. Rivedrà poi la sua "musa" all'età di diciotto anni (1283) e dopo aver sognato il dio Amore mentre tiene in braccio Beatrice che piangendo mangia il suo cuore, compone una lirica in cui chiede ai poeti la spiegazione di tale sogno allegorico...